Le Onde d’urto

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L’onda d’urto ancora oggi viene vista come una grandezza fisica efficace solo per le patologie di tipo calcifico oppure per patologie inserzioni e infiammatorie e questo penalizza notevolmente l’utilizzo della stessa che invece può essere utile in molti altri ambiti

Sai che modulando opportunamente le frequenze e le intensità la puoi utilizzare anche per uno sblocco articolare, il semplice ammorbidimento tessutale (ce ti può essere d’aiuto per un allungamento o un lavoro di cinesi passiva-attiva)?

Sai che può essere usata in modo semplice per un defaticamento, un lavoro drenante o a supporto per la tua terapia manuale senza per forza utilizzare il calore?

In ambiente strettamente medico la tendenza è quella di concentrarsi sulla differenza tra ONDE D’URTO FOCALI (ESWT) e le ONDE D’URTO RADIALI (RSWT) e finché non approfondisci bene la differenza tra le due modalità, i loro rispettivi effetti a livello di interazione tessutale, i pregi e i limiti di ognuna, farai fatica ad individuare gli obbiettivi o a capire quali aspettative ti puoi porre nell’utilizzo dell’una o dell’altra metodica

COSA SONO LE ONDE D’URTO

Sono onde acustiche ad alta energia focalizzate sul punto da trattare. Si differenziano dagli ultrasuoni sia per il loro andamento, gli ultrasuoni sono onde che variano fino ad 1.ooo.000 di volte al secondo ( 1MHz ) mentre le onde d’urto hanno frequenze molto basse ( fino a 20 Hz ), sia perché l’onda pressoria dell’onda d’urto raggiunge gradienti pressori fino a 1000 volte superiori

Gli effetti delle onde d’urto sono:

  • Neovascolarizzazione
  • Riduzione dell’infiammazione
  • Riduzione del dolore
  • Dissoluzione delle calcificazioni

Due sono le tipologie di onda d’urto:

  1. ONDA D’URTO RADIALE  (o balistica) RSWT (radial shock wave therapy)
  2. ONDA D’URTO FOCALE ESWT (o focalizzata) (external shock wave therapy)

Le ONDE D’URTO RADIALI, per loro caratteristica, non sono propriamente direzionate su un unico punto, (anche se con gli ultimi modelli in commercio e con le immagini ecografie che inserirò negli articoli successivi smentiscono in parte questa affermazione), ma si irradiano su una superficie più ampia.

Questo tipo di onda d’urto viene generata mediante un applicatore all’interno delquale un proiettile di acciaio viene lanciato per mezzo di aria compressa a 4-5 bar di pressione contro un “tappo” posto alla fine della canna e che trasduce, per collisione nel paziente, l’energia cinetico-balistica sviluppata nell’impatto, che si diffonderà poi nel paziente con un andamento, radicalizzato o focalizzato, dipendente dalla forma del “tappo”.

In generale un generatore di onde d’urto focale è composto da:

  • Dispositivo per provocare il colpo di pressione ( elettrodo, matrice di cristalli piezoelettrici, bobina
    elettrica ( piatta o cilindrica ) + membrana ferromagnetica ( piatta o cilindrica )
  • Camera d’acqua con riflettore interno per concentrare l’energia dell’onda d’urto nel volume focale terapeutico (ellissoide, sferico, a lente acustica, paraboloide)
  • Membrana in gomma a cupola per chiusura della finestra di uscita delle onde d’urto e per accoppiamento con la cute del paziente 

L’ONDA D’URTO FOCALIZZATA può essere generata da tre diverse tecnologie:

Generatore elettroidraulico: consiste in due elettrodi che, attraverso l’emissione di corrente, generano un arco voltaico. Questa generazione provoca l’evaporazione dell’acqua circostante e la conseguente formazione di un’onda sferica di pressione indotta dalla rapida crescita della bolla di vapore (fuoco 1). L’onda primaria (che presenta già le caratteristiche dell’onda d’urto) così formata, viene focalizzata dall’ellissoide e si concentra in modo uniforme nel volume focale  (fuoco 2)

 

 

 

Generatore elettromagnetico: è formato da una bobina avvolta da una membrana metallica che, al passaggio di corrente, genera un campo magnetico che causa l’espansione della membrana provocando così la formazione di onde primarie che vengono focalizzate nel fuoco F

 

 

 

Generatore piezoelettrico: il sistema si basa su un gran numero di cristalli piezoelettrici sono posti sulla superficie concava di una calotta sferica. Quando viene applicata ai cristalli una forte differenza di alta tensione, questi presentano una repentina contrazione ed espansione del loro volume provocando nell’acqua nella quale sono immersi, piccolissime onde primarie di pressione che si sommano e si concentrano nel fuoco F

 

 

Nei prossimi articoli approfondiremo:

CARUSO DENIS

Commenti

  • interessante , dammi i costi

    • Ciao Walter mi fa piacere tu sia interessato.
      Se vuoi ci possiamo incontrare e possiamo approfondire sia l’aspetto degli obiettivi, sia l’aspetto tecnico che anche quello commerciale – economico

  • L’onda d’urto Radiale in fisioterapia fa la differenza. Spalle dolorose da tempo immemore e resistenti a quasi tutto, con uno shock d’urto radiale, che mira a decontratturare le tensioni che fanno risalire la testa de’omero fuori dal suo centro della glena, sono subito apprezzabili per un ripristino artrocinematico che fa tornare lo slide dutante il roll che giustappone in spin il centro di rotazione ad evitare la contusione del tetto acetabolare. Particolrmente efficace risultano anche radializzazioni a bassa frequenza su lesioni teno periostali del sovraspinato, tali colpi se sapientemente portati provocano microlesioni accelerative per i processi di rigenerazione. Importante è avere sempre una macchina a posto e fare un ragionamento clinico approfondito prima di “sparare” cordialmente.

    • Grazie Giuliano.
      Sempre sul pezzo.
      Grazie infinite

  • quali sono più indicate per la disfunzione erettile con presenza di placche?

    • Buongiorno Sig. Salvatore.
      Grazie infinite per la domanda.
      Ci sono evidenti studi anche su PUBMED che evidenziano l’efficacia delle onde d’urto sia focali che radiali sulla disfunzione erettile.
      Personalmente vedo l’onda d’urto focale molto invasiva e dolorosa. La mia esperienza mi porta a dire che anche con l’onda d’urto radiale si ha un valido risultato sulla patologia da lei indicata. La ditta con cui lavoro ha anche sviluppato un protocollo e una metodica per poter lavorare in modo efficace su questa patologia

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