LA TERMOREGOLAZIONE (parte 4)

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Nell’affrontare il tema della termoregolazione, negli articoli scorsi abbiamo sviluppato i seguenti concetti:

approfondendo  l’analisi della sinergia terapeutica tra Termoregolazione e Ultrasuoni, ma sopratutto spiegando gli effetti Termici della vibrazione meccanica.

In questo articolo vedremo più da vicino

  • Gli effetti non termici
  • Gli effetti di veicolazione transdermica del farmaco (sonoforesi)

EFFETTI NON TERMICI

Essi si suddividono in due sottocategorie:

  • Effetti cavitazionali
  • Effetti non cavitazionali o effetti meccanici

L’effetto cavitazionale si presenta come formazione di microbolle per effetto del cambiamento repentino della pressione indotta dalla vibrazione.

Questi effetti sono molto evidenti con le vibrazioni meccaniche indotte dall’onda d’urto, ma con gli ultrasuoni l’innesco dell’effetto cavitazionale è stato comprovato in vitro ma non in vivo.

L’effetto cavitazionale è:

  • Direttamente proporzionale alla potenza della vibrazione
  • Inversamente proporzionale alla Frequenza della vibrazione

Per questo motivo nelle onde d’urto (alta pressione a bassissima frequenza) è molto evidente l’innesco dell’effetto mentre nell’ultrasuoni ( bassa potenza, alta frequenza ) no

Quello che però, con gli ultrasuoni, sono di tuo interesse, sono gli gli effetti meccanici ( o non cavitazionali) chiamati in passato “massaggio cellulare”.

Questi effetti sono più evidenti nella MODALITA’ DI EMISSIONE PULSATA dove è importante definire il concetto del Duty Cicle.

 

Il Duty Cycle, che solitamente è espresso in percentuale, è definito come

D.C.= Ton/(Ton+Toff) dove:

  • Ton è il tempo di emissione
  • Toff è il tempo di non emissione

Se ad esempio abbiamo:

Ton= 0,3 sec.           Toff= 0,7 sec.            D.C. = 0,3/(0,7 + 0,3) = 0,3 ovvero il 30%

  • Più in Duty Cycle ha valori bassi (20% – 50%), più è presente l’effetto meccanico e meno l’effetto termico
  • Più in Duty Cycle ha valori alti ( 70%-90%), più è presente l’effetto termico e meno l’effetto meccanico
  • La modalità Continua ha un Duty Cycle pari al 100%

SONOFORESI

Si definisce la modalità per la quale è possibile, attraverso gli ultrasuoni, veicolare il principio attivo di un farmaco.

La cavitazione e il micro-massaggio, rendono permeabile temporaneamente lo strato corneo facilitando il passaggio del principio attivo del farmaco

Se il farmaco ha le condizioni di diluizione giusta e viene mescolato insieme ad un mezzo di trasduzione (gel) e se l’ultrasuoni funziona correttamente, si ha la veicolazione transdermica

Ad esempio:

  • VOLTAREN per azione sull’infiammazione
  • SOLDESAN (cortisonico + LIVAN (anestetico) per azione sia sul dolore che sulla infiammazione

I principali effetti terapeutici sono:

  • Analgesia: oltre all’azione del calore tale effetto è dovuto all’azione diretta degli ultrasuoni sulle terminazioni nervose sensitive.
  • Rilasciamento dei muscoli contratti: legato all’effetto termico e all’azione di micromassaggio tissutale degli ultrasuoni.
  • Azione fibrolitica: le oscillazioni delle particelle dei tessuti determinano lo scompaginamento della compattezza delle fibre collagene dei tessuti fibrosi. Questo effetto viene sfruttato per il trattamento dei tessuti cicatriziali.
  • Effetto trofico: la vasodilatazione, che fa seguito all’elevazione termica, facilita la rimozione dei cataboliti ed il nutrimento dei tessuti. Migliora così la riparazione dei danni tissutali e si accelera la risoluzione dei processi infiammatori.

Gli ultrasuoni sono utilizzati per il trattamento di patologie che riguardano principalmente i muscoli, i tendini e le articolazioni. In particolare:

  • Morbo di Duplay: la presenza di calcificazioni periarticolari rappresenta una precisa indicazione per l’ultrasuonoterapia, che è in grado di disgregarle e favorire il riassorbimento dei sali di calcio.
  • Tendiniti, capsuliti e borsiti.
  • Contratture muscolari antalgiche
  • Artrosi e malattie reumatiche
  • Morbo di Dupuytren: comporta una progressiva flessione delle dita della mano, dovuta ad una retrazione dell’aponeurosi palmare, cioè lo strato di tessuto fibroso sotto il palmo della mano; gli ultrasuoni riducono questo ispessimento grazie al loro effetto fibrolitico.
  • Tessuti cicatriziali ed ematomi organizzati: si sfrutta la capacità degli ultrasuoni di disgregare le fibre di collagene e di rammollire la sostanza cementante.
  • Nevralgia: cioè il dolore continuo e bruciante che è causato dal danneggiamento dei nervi.

Nel prossimo articolo, andremo ad approfondire l’algoritmo di scelta dei giusti parametri, al fine di effettuare una seduta terapeutica ottimale ma sopratutto soggettiva.

Buona fisioterapia

Denis caruso

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