ARTEFATTO = ERRORE DI VALUTAZIONE

Posted by CLE user

L’errore di valutazione che spesso si fa durante una pratica di valutazione ecografica, è l’errata interpretazione di un ARTEFATTO ovvero un errore di interpretazione dell’immagine.

Un ARTEFATTO ECOGRAFICO può essere definito come una informazione falsa, multipla o distorta generata dalla macchina o dalla interazione degli ultrasuoni con i tessuti.

L’ANISOTROPIA e’ un artefatto che puo’ simulare una lesione.

Rappresenta la più comune causa di errore di interpretazione in ecografia muscolo-tendinea.

Essa si verifica quando il fascio di ultrasuoni non è perpendicolare al tendine. In questa circostanza il tendine o una parte di esso, normalmente iperecogeno, diventa anecogeno, simulando una lesione. In questo caso un valutatore con un pò di esperienza sa bene che basta variare l’angolo di incidenza per definire meglio l’area sospetta.

In realta’, durante la valutazione, sono eseguite anche scansioni ortogonali a conferma di lesioni sospette, pertanto in linea generale, NON E’ CONVENIENTE  affidarsi ad una singola scansione senza avere la conferma della lesione anche in scansioni tra loro ortogonali e da differenti angolazioni. Solo in questo modo la valutazione  puo’ essere certa e puoi essere SICURO di cio’ che vede.

 

 

RIVERBERAZIONI

Le riverberazioni si producono allorquando il fascio ultrasonoro investe perpendicolarmente una struttura fortemente riflettente la cui interfaccia si venga a formare tra due tessuti con notevole differenza di impedenza acustica, come ad esempio l’interfaccia tessuti molli-aria o tessuti molli-ossa oppure quando il fascio ultrasonoro incontra tessuti composti da strutture diverse molto ravvicinate, come nel caso della parete addominale (strato adiposo, connettivale e muscolare).

Il fascio u.s. che investe queste sturtture sara’ riflesso verso la sonda e verra’ in parte registrato per produrre l’immagine e in parte riflesso nuovamente verso la struttura. Si instaura cosi’ un ciclo continuo di onde u.s. riflesse dalla sonda alla formazione, di potenza decrescente (ogni stria iperecogena sara’ collocata in base alla potenza del segnale registrato) che portera’ alla produzione di un’immagine costituita da strie di echi equidistanti.

Le riverberazioni, sebbene per alcuni aspetti siano considerate fonte di errore, sono utili nella VALUTAZIONE degli ascessi in quanto la loro rilevazione depone per la presenza di aria all’interno della cavita’ ascessuale.

Sono utili inoltre nella diagnosi di materiali metallici all’interno di tessuti, come clip, aghi ecc).

Con lo stesso meccanismo si puo’ avere una riverberazione interna tra l’inizio e la fine di una struttura anatomica.

EFFETTO PIOGGIA

Effetto pioggia si produce allorquando il fascio ultrasonoro investe strutture che generano echi diffusi di medio-bassa intensita’ posti a monte di una una struttura liquida, come ad esempio la vescica. Differisce dalla riverberazione in quanto gli echi dell’effetto pioggia sono diffusi.

CONO D’OMBRA POSTERIORE

Il cono d’ombra posteriore è un artefatto utile in ecografia in quanto permette di visualizzare con maggiore chiarezza le strutture ad elevata impedenza acustica all’interno di organi cavitari o parenchimatosi. Tipico esempio è rappresentato dai calcoli alla colecisti. La forte impedenza creata dal calcio che costituisce il calcolo determina un blocco alla propagazione oltre la struttura ed una pressoche’ totale riflessione del segnale ecografico alla sonda.

 

CODA DI COMETA            

L’artefatto a coda di cometa si verifica allorquando il fascio di ultrasuoni investe una formazione fortemente riflettente per la presenza di due tessuti vicini con elevata differenza di impedenza  acustica (clip metalliche-tessuto, bolle di gas, colesterolo tessuto epatico, ecc).

 

 

 

CARUSO DENIS

 

 

Lascia un commento