LA T.E.CA.R. TERAPIA

04/12/2018

T.E.CA.R Terapia. Ormai tutti sanno cos'è, non solo lo sportivo ma anche il vecchietto con l'artrosi.
Ma sappiamo veramente cos'è?
Mi pongo questa domanda perché alcuni professionisti la ritengono MIRACOLOSA ( io tratto tutto con la tecar, anche le calcificazioni).
Altri la ritengono un'apparecchiatura superflua che alla fine risponde solo ad una moda
Medici che la prescrivono anche per il mal di testa
Da tecnico (e non da fisioterapista ci tengo a precisarlo) la ritengo una "grandezza fisica" molto utile in fase preparatoria e conclusiva di una seduta terapeutica e "un'energia fisica" che ben si sposa con altre magari più selettive e precise.
Partiamo innanzitutto da un concetto:

CHE COS'E'



  1. Campo magnetico?

  2. Microonde?

  3. Onde Corte?


Nulla di tutto questo. Semplicemente (detto in modo molto semplicistico) è un'elettroterapia a MEDIA FREQUENZA.

MA COS'E' LA  FREQUENZA?


Tecnicamente il concetto di frequenza è: NUMERO DI EVENTI COMPLETI CHE SI SUCCEDONO IN UN SECONDO
Se io faccio tre capriole al secondo, ho una frequenza di 3 Hz, se ne faccio 10 al secondo, ho una frequenza di 10 Hz
Quindi se vi dico che una tecar funziona a media frequenza con un segnale da 480 KHz vuol dire che il segnale si modifica 480.000 volte al secondo.
Molti fisioterapisti mi chiedono: " Ma allora perché la tecar scalda mentre una TENS no?"
Risposta: perché la frequenza di una TENS arriva massimo a 250 Hz (variazioni del segnale 250 volte al secondo) valore in frequenza ben lontano dai 480 KHz citati prima, quindi in primis variazioni MOLTO LENTE

SU QUALE PRINCIPIO FUNZIONA E PERCHE' SCALDA


PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
Per comprendere il meccanismo utilizzato, è utile considerare la conoscenza del funzionamento del CONDENSATORE.

 
In elettronica questo componente viene utilizzato per immagazzinare energia. Fisicamente esso è composto da due armature di metallo e tra le stesse viene frapposto uno strato di materiale isolante che serve per trattenere l'energia sviluppata dalla corrente che lo attraversa (o che tenta di attraversarlo ma riuscendoci a fatica visto che appunto il materiale isolante oppone resistenza al passaggio della stessa) poiché collegato ad un generatore di corrente.
 
 
 
Rapportiamo ora il tutto ad un modello biologico.

  • Abbiamo una PIASTRA DI RIFERIMENTO metallica (non ritengo corretto chiamarla piastra NEUTRA successivamente vedremo il perché)

  • Abbiamo un MANIPOLO DINAMICO con un elettrodo metallico

  • Le due parti metalliche sono collegate ad un generatore di corrente

  • Le colleghiamo al corpo


Abbiamo ricomposto il nostro condensatore poiché lo strato isolante non è altro che il nostro corpo. L'unica differenza è che il corpo umano non è un isolante uniforme, vi saranno parti che risulteranno essere più resistenti al passaggio della corrente (ossa, tendini) e parti meno resistenti (muscoli)
Applicando agli elettrodi un campo elettrico variabile, si genera all’interno del tessuto un forte movimento di cariche elettriche (Linee di Flusso) che ha come risultato la produzione di calore per effetto JOULE ovvero CALORE.
PERCHE' SCALDA

 
Immaginiamo di avere un contenitore di acqua e vi sciogliamo del sale all'interno
Il sale si divide nei due ioni principali

  • ioni di cloro ( a carica elettrica negativa )

  • ioni di sodio ( scarica elettrica positiva )


Se inseriamo nel contenitore due elettrodi metallici collegati alla batteria di un'auto si polarizzeranno secondo il polo a cui sono collegati.
Vi sarà quindi una migrazione degli ioni di sodio verso l'elettrodo negativo e quelli di cloro verso la placca l'elettrodo positivo.
Immaginiamo ora di collegare, al posto di una batteria, un generatore che varia la sua polarità 480.000 volte al secondo. Vi sarà un movimento ionico importante a seconda dei cambiamenti di polarità degli elettrodi.
Sopratutto da questo esempio riprendo ciò che ho detto prima: non si chiama PIASTRA NEUTRA perché neutro vuol dire a potenziale 0 mentre intuite dall'esempio fatto che c'è sempre uno scambio di polarità.
Preferisco chiamarla PIASTRA di RIFERIMENTO
L’effetto che comunque si ottiene è una produzione di calore direttamente all’interno del tessuto biologico (effetto Joule), dovuto all’urto delle cariche elettriche in rapidissimo movimento, con le altre molecole

 
CARUSO DENIS